Val di Fassa Audi FIS Ski World Cup_9

Dietro la Coppa del Mondo di sci

120 professionisti al lavoro sotto la regia di Mattia Giongo

La squadra che prepara La VolatA: esperienza, tecnica e sicurezza

La buona riuscita di uno spettacolo dipende dalla performance offerta dai protagonisti, che per esprimersi al meglio hanno però bisogno delle condizioni ideali. A garantirle è chi, lontano dai riflettori, svolge un lavoro silenzioso, incessante ed essenziale.

Dietro al successo di una gara di Coppa del Mondo, c'è la mano di circa 120 persone che lavorano in pista, per centinaia di ore. Un team di professionisti coordinati dal direttore di gara Mattia Giongo maestro di sci, poi tecnico nella squadra azzurra e pure nello staff del team femminile americano, negli anni d'oro di Lindsey Vonn.

Il 42enne di Soraga è poi tornato alla base, per mettere la propria esperienza a disposizione della Ski Area San Pellegrino, nel ruolo di referente tecnico dell'aspetto race. Nei giorni delle competizioni, è lui a coordinare i vari responsabili in pista, non prima di aver creato nei mesi precedenti una squadra autonoma e professionale, frutto delle numerose riunioni con le varie componenti. Per la tappa di Coppa del Mondo del 6, 7 e 8 marzo, torneranno buone le esperienze passate, non ultima quella del 2024: in quell'occasione, il grande lavoro svolto fu vanificato dalla troppa neve caduta sul tracciato nelle giornate di gara.

«Lo straordinario lavoro di preparazione predisposto nel 2024 deve essere ripetuto, riproponendo quanto era stato impostato sia come consistenza del manto nevoso sia per la barratura della pista La VolatA. Sarà poi necessario creare delle deformazioni, con nuovi salti e tracciature diverse, con l'intento di rallentare la velocità delle atlete in alcuni tratti», spiega Giongo.

Rispetto al 2024, cambierà il programma, precisa Giongo. «Nel 2024 erano previsti due superG, su un tracciato completo che include tutte le caratteristiche tecniche fra scorrevolezza, velocità e tecnicità. Quest'anno, invece, avremo anche la discesa libera. Abbiamo rivisto i punti di partenza rispetto al passato. La discesa inizierà a quota 2.510 metri, appena fuori dalla funivia, mentre il superG a 2.480 metri, con relative opzioni di riserva».

Non ultimo, è stata rivolta un'attenzione particolare al tema della sicurezza. «Assieme a tutto lo staff, abbiamo approntato un approfondito piano di emergenza, che prevede modalità di intervento sia in pista sia per quanto riguarda la viabilità in base alle condizioni meteo».

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